terça-feira, 15 de junho de 2010

Repubblica di San Marino


La Repubblica di San Marino, fondata nel 301 d.C., è lo Stato indipendente più piccolo e più antico del mondo.E' posta nel cuore dell'Italia fra le regioni delle Marche e della Emilia-Romagna e ad appena 22 km. dalla città di Rimini, forse la stazione balneare più famosa in Europa.La popolazione è di circa 25.000 abitanti, la lingua ufficiale è l'italiano, la religione è cattolica e l'unità monetaria è la Lira Sanmarinese, equivalente a quella italiana.Il territorio ha la forma di un quadrilatero irregolare in prevalenza collinoso con al centro il monte Titano; il clima è temperato (media annuale 16°C).

Osteria l'Aldiquá - Forlimpopoli

Siamo un gruppo di amici con la passione della buona tavola e del buon vino, che hanno a lungo coltivato un sogno, quello di aprire un “ posto nostro”. E’ il sogno ricorrente di tanti, solo che noi lo abbiamo realizzato davvero.
La gioielliera, il libraio, il manager, il giornalista, la cuoca, il commercialista sono ancora tali, ma adesso sono anche un'altra cosa, tutti insieme e uno alla volta. Sono” L'Aldiquà”.
Sapete come va in questi casi: se hai già un tuo lavoro, una tua vita, potresti essere frenato dal pensiero: ma chi me lo fa fare? E’ successo anche a noi... Poi ci siamo risposti tutti insieme e singolarmente: la passione, l’entusiasmo, la sfida. Ma ancora non bastava. Un'idea del genere aveva bisogno di un luogo adatto, un sogno deve avere una casa, e non una casa qualunque.
Abbiamo cercato,guardato, valutato,discusso, rinunciato, ma alla fine,come” per miracolo”, si è materializzata l’immagine di una chiesa,una ex chiesa per la precisione.
L'abbiamo trovata un po' diroccata, ma era già abbastanza chiaro che era proprio quello che stavamo cercando. Sapete cosa si prova quando vi trovate dentro un posto, una casa o una chiesa, e tutto è da cambiare, ristrutturare, ridipingere, arredare? Ma noi, che quel posto lo sognavamo e lo immaginavamo finito da una vita intera, già riuscivamo a vedere nel futuro, attraverso i muri e le vernici.: era lì, era perfetta, e non era possibile lasciarsela sfuggire. Se i sogni sono desideri,ora possiamo dire che si e’ realizzato un desiderio.
Crediamo, prima di tutto, che un'osteria sia un'osteria: un posto per persone che hanno voglia di stare bene insieme e di mangiare cose buone.Crediamo nelle stagioni,crediamo nei prodotti locali, crediamo nelle buone materie prime,crediamo nell'ospitalita’ e nella tranquillità,crediamo nella cucina che impara dalle nonne e dalle zie,crediamo nelle persone che si siedono intorno a un tavolo per godere del cibo e delle parole.E poi, crediamo anche nelle cose che piacciono a noi, che sono sempre, e saranno, quelle che alla fine vi daremo da mangiare.

Pellegrino Artusi

Scrittore e gastronomo, è il padre riconosciuto della cucina italiana.
Nacque a Forlimpopoli, allora parte dello Stato Pontificio, il 4 agosto 1820; visse nella cittadina romagnola fino al 1851 occupandosi dei commerci della drogheria di famiglia.
Il 25 gennaio di quell’anno fu vittima con tutta la sua famiglia dell’assalto del Passatore a Forlimpopoli; derubati, umiliati e fatti oggetto di violenza, gli Artusi si trasferirono a Firenze dove ripresero l’attività di commercianti.
Grazie al successo delle sue attività, nel 1865 Pellegrino Artusi abbandonò il commercio e incominciò a dedicarsi a tempo pieno alle sue passioni, la letteratura e la gastronomia. Scrisse una biografia del Foscolo ed una critica a 30 lettere del Giusti, opere che non ebbero particolare successo. Nel 1891 pubblicò a sue spese
La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, manuale di cucina e raccolta di ricette, frutto della conoscenza acquisita in numerosi di viaggi nel nord e centro Italia e delle sperimentazioni delle ricette stesse ad opera dei cuochi della sua casa, Francesco Ruffilli e Marietta Sabatini.
Il libro in poco tempo raggiunse una enorme popolarità, testimoniata dalle 14 edizioni stampate fino alla morte dell’Artusi, avvenuta a Firenze il 30 marzo 1911.
La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, ancora oggi il testo di riferimento della cucina casalinga italiana, è stato ristampato in innumerevoli edizioni e tradotto in tutte le lingue principali.
La Scuola di Cucina di Casa Artusi è aperta " a tutti coloro che, senza alcun titolo preciso, amano ancora cingere un grembiale " (A.Capatti), agli appassionati di cucina che intendono migliorare le proprie competenze e capacità, e ai ai professionisti che desiderano affinare le proprie abilità in settori specifici della ristorazione. È una scuola che vuole promuovere la conoscenza pratica e la manualità: i docenti sono cuochi esperti che ogni giorno preparano piatti e ricette della tradizione Artusiana o di altra ispirazione. Ospiti straordinari, in occasioni particolari, grandi chef e maestri di cucina.
La Scuola di Cucina di Casa Artusi è un'aula predisposta per corsi di cucina pratici e dimostrativi; 20 postazioni completamente attrezzate permettono corsi pratici mentre per i corsi di cucina dimostrativi, la postazione frontale può ospitare fino a 35 corsisti.
Le attività:
corsi di formazione e specializzazione con dimostrazioni per un pubblico di cultori
master di cucina con insegnamento pratico
corsi di formazione per operatori del settore
iniziative di educazione al gusto, rivolte agli studenti di ogni ordine e grado
formazione professionale per docenti
corsi in cui si impara a mangiare il “vero Artusi”, rigorosamente ricostruito sulla base del suo ricettario.


Espresso Made in Italy

Dalla passione del collezionista Enrico Maltoni nascono una mostra itinerante, libri dedicati alla cultura del made in Italy e un sito internet che rappresenta l’unico museo on line della macchina da caffè, che celebrano uno dei riti più amati dagli italiani: il caffè espresso. Oltre cento splendide macchine da bar risparmiate all’usura del tempo per rivivere sotto gli occhi dei visitatori in un’esposizione che fa il giro del mondo. Un viaggio nella storia del caffè attraverso luccicanti signore in abito d’argento: le macchine da caffè espresso. Si tratta di espresso made in Italy, storia cultura design, una mostra itinerante che presenta importanti e pregiati modelli, alcuni dei quali oramai introvabili, dal 1901 ai giorni nostri. La passione, la cultura, la curiosità, e l’inventiva di Enrico Maltoni, danno vita in vent’anni anni di assiduo lavoro, ad un’esposizione unica nel suo genere.
Il collezionista di Forlimpopoli (Forlì), è un appassionato ricercatore e studioso del settore. Da vent’anni, ha affiancato all’approfondita arte del restauro delle antiche macchine da caffè espresso, scrupolose ricerche storiche, filologiche, e documentaristiche che gli hanno permesso, nel tempo, di raccogliere e catalogare oltre diecimila referenze. Foto, brevetti, lettere, cataloghi, poster d’epoca interamente postati nel sito ufficiale della Collezione “www.espressomadeinitaly.com”.

quinta-feira, 10 de junho de 2010

FESTA DELL'UVA - ALFONSINE

La “Festa dell’Uva” si tiene nella “vecchia” Piazza Monti, nasce dalla collaborazione tra Comune, Consulta Destra Senio e Pro Loco e da qualche anno prevede un’interessante anteprima il venerdì: una serata di degustazione di vini e prodotti tipici nel vicino “Palazzo Marini”, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommeliers di Lugo. Ingresso offerta libera.La domenica, dalle ore 14, la piazza si sveglia e si anima dell’allegria della vendemmia e del vino nuovo. E’ la domenica tiepida dell’uva, delle danze e delle musiche popolari e moderne, delle immagini d’epoca, degli attrezzi agricoli, degli oggetti d’artigianato del mercatino, della mostra estemporanea e del concorso di pittura.


Si comincia con la sfilata in costume sul carro della vendemmia, poi si esibiscono gli sciucarèn romagnoli e infine spazio per la musica popolare, con i canti e i balli di una volta.E’ l’occasione per ritrovare il sapore dei cibi dimenticati e dei dolci fatti con il mosto (i sabbadoni, i sugali...) il momento per i mille assaggi e le degustazioni, con una formula conveniente: comprando il “bicchiere del buon ricordo” (da collezione!), si possono degustare e vini e i prodotti dell’uva. Alla fine ci si lascia sempre pensando già alla festa dell’anno successivo.


quarta-feira, 9 de junho de 2010

SAGRA DELL'ANGUILLA

L'anguilla, la regina delle Valli di Comacchio,
Il periodo autunnale ed invernale è infatti il migliore per assaporare il pesce di valle: l'anguilla, ormai matura, intraprende in suo viaggio verso il Mare dei Sargassi, per riprodursi.Ecco perché proprio in ottobre, lungo le vie del centro, e nello stand gastronomico appositamente allestito nella corte di Palazzo Bellini, si potrà gustare l'anguilla in tutte le sue prelibate preparazioni: alla griglia, a brodetto, marinata nell'aceto. Un trionfo della cucina più tradizionale, curato dall'Associazione Marinai d'Italia, sezione di Comacchio.Il centro storico della Città accoglierà, fra ponti e canali, il percorso espositivo legato all'evento, e i ristoranti proporranno menù a tema con un corollario di attività di intrattenimento.La città lagunare offrirà inoltre l'emozione di una visita sull'acqua, a bordo delle tipiche "batane", mentre, nelle prospicienti Valli un percorso storico-naturalistico permetterà di entrare nel vivo della storia, fra casoni e lavoriero. Un viaggio in compagnia dell'anguilla: dall'acqua alla tavola.
Il Territorio
Valli di Comacchio Le Valli di Comacchio "stazione" centrale del Parco del Delta del Po dell’Emilia –Romagna, dopo le grandi bonifiche operate tra la fine dell’800 e l’inizio del secolo scorso, fino alle più recenti realizzate intorno al 1960, conservano specchi d’acqua con un’estensione complessiva di oltre 13.000 ettari.
La valle attraversata da dossi e inframmezzata da argini presenta la vegetazione alofila tipica dell’ambiente salmastro, fra le cui specie spiccano salicornia veneta e limonio.
Dall’acqua si sino sviluppate importanti attività tradizionali come l’allevamento e la pesca di specie ittiche, fra cui primeggia l’anguilla.
La Salina di Comacchio, posta nell'angolo nord-est delle Valli, è stata ricavata nell'antica foce del Po di Eridano che fluiva a nord delle attuali estensioni vallive, rappresenta un altro biotopo di grande valore naturalistico.
Le Valli sono il regno di gabbiani e sterne, ben 9 specie vi nidificano regolarmente, e molte altre rarissime specie hanno eletto il comprensorio lagunare quale habitat ideale per riprodursi (spatola, fenicottero, avocetta, cavaliere d’Italia, pernice di mare), svernare o trovare accoglienza durante il passo migratorio.
Le attività antropiche hanno lasciato importanti segni connessi alla pesca e alla vita di una civiltà legata all’elemento liquido.
Casoni di valle e stazioni di pesca sono disseminati lungo le direttrici del bacino vallivo.
Attualmente è possibile seguire un itinerario storico – naturalistico (in barca o a piedi) attraverso la visita ai casoni restaurati partendo da Stazione Foce.

L’anguilla IGP delle Valli di Comacchio
Le anguille dal Mar dei Sargassi vengono misteriosamente attratte verso le Valli di Comacchio, dove arrivano nel tardo inverno o a primavera, dopo un viaggio che può durare anni.
Nelle acque salmastre lagunari, le anguille compiono il loro processo di metamorfosi ed accumulano il grasso necessario per ripercorrere, a distanza di quasi quindici anni, il lungo viaggio attraverso l’oceano che le riporterà, per l’ultima volta, al mare per riprodursi.
Le anguille a cui non viene permesso di intraprendere il viaggio di accoppiamento non sviluppano adeguatamente gli organi sessuali e si trasformano in capitoni, particolari per dimensioni e sapore.
La ciclica migrazione dell’anguilla argentata di Comacchio, ripetuta nei millenni, è stata attentamente osservata dagli uomini delle Valli che hanno inventato trappole di straordinaria semplicità ed efficacia per imbrigliarle e catturarle proprio nel momento in cui hanno raggiunto la maturità e hanno carni più saporite.
L’elegante freccia del lavoriero in canna e pali infissi al fondo ha connotato il paesaggio vallivo sin dal Seicento, sostituita solo in tempi recenti da manufatti in cemento e rete metallica che conservano tuttavia forme e labirinti del modello originale.
La storia sociale delle Valli di Comacchio vede l’anguilla protagonista indiscussa dell’economia della popolazione e della sua cultura.
L’antico villaggio di pescatori, costruito su alcune isolette al centro della laguna, era infatti sprovvisto di tutto, anche dell’acqua dolce, che doveva essere trasportata dalla terraferma.
L’isolamento millenario di Comacchio fu alleviato solo intorno alla metà dell’Ottocento, quando fu costruita la strada carrozzabile che la collegava a Ostellato.
Le leggi vigenti fino a quell’epoca impedivano agli indigeni, così come al "vicinato" di pescare e sfruttare commercialmente la loro ricchezza, costringendoli al "furto" e al contrabbando, per cercare di sfuggire ad una profonda miseria.
Il solo possesso di strumenti da pesca era un reato punito con il carcere. La storia delle Valli è la storia dei vallanti e dei pescatori di frodo, i fiocinini, che avevano fatto del furto di pesce un mestiere lecito e necessario, da insegnare e tramandare.
Braccati dalle guardie, questi "lavoravano" la notte, scivolando sull’acqua a bordo delle caratteristiche barche lagunari, nascosti dalle nebbie, della pioggia scrosciante, del gelo.
Come per il maiale altrove, dell’anguilla a Comacchio (e dintorni) non si butta via nulla… Persino il grasso che colava durante la cottura veniva raccolto per l’illuminazione o, mescolato all’olio, per friggere il pesce. Con la pelle, debitamente essiccata, si facevano i lacci da scarpa.
Le teste e le code venivano consumate dai fiocinini o donate dai vallanti ai poveri; le trippe d’anguilla in umido erano considerate una prelibatezza da chi non poteva permettersi altro; non si gettavano nemmeno le lische, consumate fritte e croccanti.
La marinatura dell’anguilla, eseguita prima artigianalmente e poi a livello semi-industriale, consentiva e consente di conservare la prelibata e preziosa Regina delle Valli per tutto l’anno e di distribuirla in tutto il mondo.
Durante la pesca autunnale – da ottobre a dicembre – il fulcro di tutte le fasi di questa operazione era la "sala del fuoco", suggestivo e singolare palcoscenico del celebre film diretto da Mario Soldati, "La donna del fiume", interpretato da una giovanissima Sophia Loren.
Le anguille appena pescate venivano selezionate e suddivise per peso e dimensioni (ogni fase dell’evoluzione è ancora identificato da un nome) , tagliate a pezzi (i morelli) e infilzate in lunghi spiedi sospesi ad un girarrosto multiplo posto davanti ad enormi camini.
A cottura ultimata, sfilate dagli spiedi e disposte in barili con una speciale salamoia, erano pronte per la distribuzione.
L’anguilla marinata, lavorata e conservata con tecnologie moderne, è ancora oggi la più tipica delle specialità di Comacchio. Per un comacchiese rappresenta da sempre un bellissimo dono.



HOTEL PALACE - BOLOGNA

Hotel Palace - Bologna
In pieno Centro Storico di Bologna

HOTEL ASCOT - RIMINI

Hotel Ascot - Rimini
Direttamente sul mare, tra Rimini e Riccione, a due passi dall’Aeroporto e da Rimini Terme, l’Hotel Ascot offre a tutti i suoi Ospiti un ambiente giovane, professionale e cortese.

  • Direttamente sul mare
  • Apertura annuale
  • Parcheggio esterno
  • Garage
  • Totalmente climatizzato
  • 3 Ascensori
  • Bar e Reception 24 ore
  • Sala TV satellitare
  • Sale congressi
  • Piscine con acqua di mare
  • Terrazza giardino
  • Biciclette
L’eleganza ed il calore si respirano subito nella luminosa hall, il più accogliente benvenuto che un Ospite possa mai desiderare.E’ da qui che comincia il soggiorno all’Hotel Ascot, una moderna struttura aperta tutta l’anno, accuratamente attrezzata e predisposta all’offerta di servizi, comfort ed ospitalità.